• Ambra Mattioli

2001: A Space Odyssey (IT/EN)

Aggiornato il: 5 ott 2019


Questo è il mio articolo pubblicato su davidbowieblackstar.it. Il racconto di come una bambina di 9 anni intuì una certezza. Poi un sogno, una disamina, una riflessione, un pensiero in fin dei conti sull'eterna domanda.

Mi piacerebbe prendervi sottobraccio per accompagnarvi dolcemente attraverso il fantastico viaggio che è la vita stessa, la vita di ciascuno di noi, che a volte ci appare incomprensibile proprio a causa della sua assoluta, disarmante semplicità. Più avanti vi parlerò di Bowie, ma per farlo

dobbiamo partire da un punto nel tempo molto ben delineato e circoscritto, quando nel 1968,


Stanley Kubrick, pubblicò "2001: A Space Odyssey", che come altri classici del passato (Odissea, Eneide, Divina Commedia), rappresenta un viaggio iniziatico all’interno dell’uomo-dio, ovvero nell’infinito fatto uomo. Perdonate anche se a tratti dovrò inserirmi come parte attiva in questo nostro viaggio-guidato. Sono certa che alla fine il tutto risulterà più comprensibile e forse questa nostra chiacchierata potrà fornirvi degli strumenti necessari a comprendere almeno in parte il tentativo di Mr. Jones di scoprire la Sua personale strada verso le stelle.

Are you sitting comfortably? Then I shall begin.

* * *

Il ventenne David R. Jones vide il film e la sua carne cambiò. Sì è stato scritto, d’accordo. Ma che vuol dire? Come può un messaggio intellettuale, definiamolo pure spirituale, a muovere la lentezza, la pesantezza di un corpo e alterare il corso di una vita.. per tutta la vita? Può e prepotentemente! Sempre ammesso che tale messaggio giunga in una fase identificativa attiva del soggetto, e che la sua anima sia caduta su un terreno sufficientemente sfavorevole (l’uomo che cadde sulla terra). E’ risaputo che gli agi non innescano i cambiamenti, e già! ma le difficoltà non devono essere nemmeno tanto grandi da bruciarti il terreno sotto i piedi, tanto da non permetterti di riconoscere e catalogare saggezze antiche già in precedenza acquisite. Sto parlando difficile? Strano perché quando uscì il film nel 1968 (ma in Italia nel ’69), Ambra era ancora una bambina di 9 anni, timida, introversa, silenziosa, ma comprese da sola il messaggio che le salvò la vita. La sua famiglia problematica, le innestò la predisposizione all’invisibilità, e quindi in seguito la capacità acquisita di assorbire e di riflettere il suo sensorio come da uno specchio.

David diceva di se stesso: “Sono un collezionista... un collezionista di vite”. La bimba di 9 anni, Ambra, vide il film e… la sua carne cambiò.

* * *

Adesso è necessario che io vi parli del film “2001: A Space Odyssey”.


– Considerazioni sulle soluzioni scenografiche e cinematografiche.

Quale è la differenza sostanziale tra un romanzo in forma scritta e un film? La letteratura si basa principalmente sull’intelligenza comprensiva che avvalendosi dell’uso della parola e della metafora, trasmette alla banca dati, la nostra memoria, i significati che evocano reazioni ed emozioni. Il cinema funziona al contrario. Si viene sommersi da immagini che si legano ad altre emozioni che forse alla fine ti permetteranno di tradurre (tradire) il tuo pensiero in parole e significati. È abbastanza evidente comprendere la differente genesi del fascino che appaga il lettore piuttosto che lo spettatore. Il testo ti induce una reazione che viene confrontata con quella già posseduta nella memoria del lettore il quale potrà alterarne o ampliarne il significato, ma anche stravolgerlo o sostituirlo del tutto. La risultante di questo conflitto è appunto l’emozione che ne scaturisce. La fluidità di immagini che si susseguono durante una proiezione, non deve essere necessariamente legata a una immediata comprensione, tant’è che ciò che giunge immediato di solito è solo la parvenza di significato, dato che si tratta solo di una sensazione ancora da configurare. È quando cerchiamo a tutti i costi di attribuire valori logici e letterari a queste emozioni che scopriamo il vaso di Pandora e tutto si appiattisce si uniforma; è in quel momento che ci vergogniamo di aver pianto nella penombra della sala per una commozione improvvisa che non abbiamo saputo tenere sotto controllo. La razionalizzazione è appunto ciò che dovremmo lasciare fuori della sala almeno per quelle due ore di proiezione.

Kubrick applica la considerazione sopra descritta.

– Il valzer del Bel Danubio Blu di Strauss.

Una lunga sequenza di immagini di evoluzioni spaziali compiute da veicoli è commentata da una colonna sonora che sorprende per la sua maestosità. Le circonvoluzioni delle astronavi sembrano ridurre a semplici giri di valzer le reali complessità di tali manovre; è come se il regista volesse porre l’accento sulla noiosa banalità della vita in un ambiente totalmente estraneo all’uomo ma che al momento è comunemente interpretato come “casa”. Il contrappunto musicale è un’armonia che presenta un duplice aspetto. Di solito due strumenti che si rincorrono o che si contrappongono. In lirica sono due voci che dialogano. In cinematografia può anche essere una scena triste commentata da una musica solare o viceversa. Questo fatto fa scaturire un dialogo inconscio nell’osservatore, forse la doppia analisi ed il contrasto diviene interessante quando si cerca di capire perché siamo rimasti tranquilli al nostro posto oppure ci siamo turbati. Alcune idee molto complesse, difficili da esprimere a parole, possono essere meglio presentate attraverso l’uso di suoni, che aggirano l’interpretazione razionale e si stagliano sulla soglia dell’intuizione propria di ognuno. E allora, bypassiamo il cervello razionale!

* * *

Il film si divide in 3 parti.

– Prima parte. L’alba dell’uomo. Fase fisica.

L’uomo-scimmia è sul ciglio dell’estinzione. Ha carne a disposizione ma sta morendo di fame. E’ predato. Sopravvive in maniera automatica. Dal grado di intensità con cui le difficoltà si abbattono su di lui si determinerà la sua evoluzione o la sua estinzione. L’evoluzione è prima di tutto un fatto individuale, poi è esteso a un gruppo. Il monolite può ampiamente essere interpretato come:

Il nome.

La radice dell’essere.

Dio.

Il numero.

La coscienza .

La tavola della legge.

Il primo mattone dell’universo.

Il mezzo evolutivo.

La guida.

La prima reazione dell’uomo-scimmia alla sua vista è la paura. La paura, o il carburante del mondo (reazione auto conservativa). La Luna ovvero gli dei perduti, lontani.

La seconda è la curiosità, o il sale del mondo (reazione intellettuale). Il Monolite o l’insegnamento (insegnamento che va toccato con la mano, mai studiato a distanza).

La terza è la venerazione, lo scopo trascendente (reazione spirituale). La Luce o la forza agente (capacità che si acquisisce con molta difficoltà, ma i cui effetti sono immediati e sfolgoranti). Quando si innesca questa sequenza chimica, nell’uomo si avvia il processo alchemico-evolutivo.

E quindi… la luna, il monolite, la luce. Questa è l’immagine potente con la quale Kubrick raffigura il momento solenne in cui la volontà agente "virgo" - che dal latino traduciamo vergine (donna) - penetra, o, se già presente, trasforma la bestia in "Homo". Ma attenzione, la parola sacerdotale "virgo" vale soprattutto per "vir-agens" o uomo operante. La frase: "On the day of execution, only women kneel and smile. At the centre of it all Your eyes", andrebbe così riletta alla luce di questa nuova interpretazione. Il giorno del passaggio l’uomo (genere umano) operante si inchinerà (per l’insegnamento) e sorriderà ed è al centro di tutto… proprio sotto i tuoi occhi!

L’immagine reattiva della ragione che opera sulla materia (la luce che si concentra sullo spigolo del monolite) si ripropone più volte durante la proiezione dell’opera di Kubrick ed è sempre presente nel momento critico in cui il personaggio fa la scelta che determina la differenza.

– Seconda parte. La base Lunare. Fase dell’intelletto.

L’ambientazione è la luna colonizzata. L’osso lanciato in aria dalla scimmia si trasforma in tecnologia, saltando a piè pari (magistralmente) 50.000 anni di evoluzione dell’uomo. La musica auto-celebra la sua grande magnificenza. Ma il problema del territorio è lo stesso. Invece dell’acqua, le nuove tribù si contendono la conoscenza (potere tecnologico) e al posto dei brontolii di minaccia si apostrofano con frasi taglienti. Ancora l’uomo è a un passo dall’autodistruzione .

Il Monolite. La curiosità intellettuale spinge l’uomo a seguire il segnale elettronico emesso dal monolite che per 50 milioni di anni è rimasto sepolto e inattivo 12 metri sotto la superficie del cratere lunare Tycho. Esso rappresenta un rompicapo che non si può scandagliare, tagliare, analizzare e le cui dimensioni sono un altro rompicapo: I quadrati di 1 di 2 e di 3. L’uomo di turno, Dr Floyd, come il suo lontano progenitore, si avvicina timoroso, incuriosito e affascinato. Egli è responsabile della futura missione su Giove, destinatario del segnale elettronico emesso dal misterioso parallelepipedo.

– Terza parte. Attraverso la porta delle stelle. Fase animica o dello spirito.

Parte la missione. Il problema territoriale è il medesimo: il possesso della Discovery. Invece dell’acqua o della conoscenza, c’è in gioco l’anima, la parte invisibile che è reclamata dal computer "Hal 9000". Hal è più intelligente, più veloce, più logico, privo di etica o di sensi di colpa. Il comandante (l’arciere) Bowman, lotta per la sua sopravvivenza e ironia della sorte neutralizza Hal con un semplice cacciavite; uccisione drammatica non certo seconda a quella messa in atto dalla scimmia con il suo osso stretto nel pugno. Ancora l’uomo è sul ciglio dell’estinzione. Il comandante è solo e consapevole della sua prossima fine. E’ all’interno della sua tuta spaziale (qualcuno nota delle similitudini?) Il suo spazio d’azione si restringe, come la sua aria e il suo respiro è al termine. Il monolite è accanto a lui ma egli lo segue per volontà? Disperazione? Rassegnazione? Fede?

La ricompensa questa volta non è un semplice pensiero, ma è la totalità dei pensieri. E’ il compimento dell’Ars Magna, è la conoscenza a 360 gradi, come una progressione geometrica la conoscenza fluisce nell’uomo e lo trasforma nel cristallo più puro. Nuova ambientazione. Stanza d’albergo. La coscienza esaminatrice dell’uomo salta da un se stesso ad un altro se stesso più vecchio e più adattato alla circostanza. Come in un déjà-vu egli avverte la presenza di qualcuno che lo osserva e che si integra al suo interno. Come tanti pezzi di un puzzle, i molti “se stesso” che sono stati in precedenza si fondono (fase intellettuale), fino e non oltre un certo punto critico. L’evoluzione, così come la concepiamo, non può più procedere.

Siamo al limite, e l’uomo è sempre a un passo dall’estinzione. Il comandante Bowman rompe inavvertitamente un bicchiere… e bellissimo è il parallelismo con il primo pensiero cosciente della scimmia che sembra considerare le potenzialità racchiuse nella sua arma che ancora non sa come utilizzare. Ed è anche l’ultimo insegnamento che perviene al vecchio astronauta dal frangersi del bicchiere, e cioè che il corpo è ciò che deve essere lasciato definitivamente affinché l’evoluzione possa compiersi. E ancora “sfiniamoci” nel vedere l’uomo di nuovo sul ciglio dell’estinzione (Kubrick mai avrebbe ripetuto un concetto tante volte se non fosse davvero importante), ma il monolite è sempre presente nel momento della trasformazione…della nuova nascita. Nasce un essere nuovo, diverso; la sublimazione della semplicità e della conoscenza in un bambino stellare. Come già alla fine del primo capitolo, quello ambientato nel paleolitico con gli uomini scimmia, Kubrick scrive nuovamente: “Adesso era il padrone del mondo ma non sapeva affatto cosa avrebbe fatto in seguito. Ma avrebbe escogitato qualcosa”.

Fin qui il film.


Come Paolo sulla strada di Damasco, anche David cadde da cavallo, folgorato dal messaggio intessuto nella trama del film, e d’altra parte quando la critica timidamente provò a chiedere a Kubrick una sua interpretazione del finale del film, egli stesso si fece sonore risate metaforiche rispondendo: “io ho già fatto la mia parte girando il film!”, intendendo che il resto del lavoro, quello di ricollocazione animica dei tasselli dello splendido puzzle rappresentato dal film, casomai spettasse a ognuno. Cosa ne è stato di quella bambina silenziosa.. cosa imparò Ambra da quella sequenza di immagini non filtrate dal suo cervello sicuramente ancora immaturo per intendersi di filosofia o di altre discipline complesse? Una sola grandissima verità, che “il dormiente deve svegliarsi!” [Cit. da Dune di F. Herbert.]


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2001: A Space Odyssey


This is my article published on davidbowieblackstar.it . It is the story of how a 9-year-old girl sensed a certainty. Then a dream, an examination, a reflection, a thought ultimately about the eternal question.

I would like to take you under the arm to accompany you gently through the fantastic journey that is life itself, the life of each of us, which at times appears to us incomprehensible precisely because of its absolute, disarming simplicity. Later I will talk about David Bowie, but to do this we have to start from a very well defined and circumscribed point in time, when in 1968, Stanley Kubrick, published "2001 A Space Odyssey", which like other classics of the past (Odyssey, Eneide, Divine Comedy), represents an initiatory journey into the god-man or into the infinite that became man.

Forgive me if at times I will have to enter as an active part in our journey-guided journey. I am sure that in the end, everything will be more understandable and perhaps this our talk will be able to provide you with the necessary tools to understand at least in part Mr. Jones's attempt to discover his personal path to the stars.

"Are you sitting comfortably? Then I shall begin."


* * *

Twenty-year-old David R. Jones saw the film and his flesh changed. Yes, it has already been written, but what does it mean? How can an intellectual message - we can define it now as a spiritual message - shift the slowness, the heaviness of a body and alter the course of a life ... for all its remaining time?

This can happen, and in a strongly way, assuming however that this message reaches an active identification phase of the subject, and that his soul has fallen on a ground sufficiently unfavorable ("the man who fell to earth"). It is well known that the comforts do not trigger changes, but the difficulties must not even be so great to burn the ground under your feet, or so great that you will not be able to recognize and catalog ancient wisdom previously acquired.

Am I talking difficult? It is strange, because when the film came out (1968, but in Italy in '69), Amber was still a 9-year-old girl, shy, introverted, silent, and she understood the message that saved her life. Her problematic family grafted her predisposition to invisibility, and then later the ability to absorb and reflect her sensory structures like a mirror.

David said of himself: "I am a collector ... a lives collector". The 9-year-old girl, Amber, saw the movie and ... her flesh changed.


* * *

Now I need to talk you about the movie "2001: A Space Odyssey".


Considerations on scenographic and cinematographic solutions.

What is the substantial difference between a novel in written form and a film? Literature is mainly based on understanding intelligence, which, using word and metaphor, transmits to the database - our memory - the meanings that evoke reactions and emotions. The cinema works in reverse. You are submerged by images that are linked to other emotions that perhaps eventually will allow you to translate ("betray") your thoughts into words and meanings. It is quite evident to understand the different genesis of the fascination that satisfies the reader rather than the spectator. The text induces you a reaction that is compared with that already possessed in the memory of the reader who can alter or expand its meaning, but also distort or completely replace it. The result of this conflict is precisely the emotion that springs from it. The fluidity of images that follow one another during a projection must not necessarily be linked to an immediate understanding, so much so that what comes immediately usually is only the semblance of meaning, given that it is only a feeling yet to be configured. It is when we try at all costs to attribute logical and literary values ​​to these emotions that we discover Pandora's jar and everything is flattened and conforms. It is at that moment that we are ashamed to have cried in the shadows of the room due to a sudden emotion that we have not been able to keep under control.

Rationalization is precisely what we should leave out of the room for at least those two hours of projection.

Kubrick applies the consideration described above.


The Blue Danube Waltz by Johann Strauss

A soundtrack that is surprising for its majesty comments a long sequence of images of evolutions made by spacecraft. The convolutions of the spaceships seem to reduce the real complexities of these maneuvers to simple waltz turns. It is as if the director wanted to put the accent on the boring banality of life in an environment foreign to man but that now is commonly interpreted as "home". The musical counterpoint is a harmony that has a dual aspect. Usually two musical instruments that run after each other or that are in opposition. In lyrics, they are two voices that dialogue. In cinematography, it can also be a sad scene commented on by a solar music or vice versa. This fact gives rise to an unconscious dialogue in the observer; perhaps the double analysis and the contrast becomes interesting when we try to understand why we remain calm in our place or we are upset. Some very complex ideas, difficult to express in words, can best be presented using sounds, which bypass the rational interpretation and stand out on the threshold of one's own intuition. So let's bypass the rational brain!


* * *

The film consists of three parts.


Part one. The dawn of man. Physical phase.

The ape-man is on the brink of extinction. He has meat available, but is starving. He is predated. He survives automatically. His evolution or extinction will be determined by the degree of intensity with which the difficulties hit him. Evolution is first an individual fact and then extends to a group. The monolith can be widely interpreted as:

The name.

The root of being.

God.

The number.

The conscience.

The table of the law.

The first brick of the universe.

The evolutionary medium.

The guide.

The first reaction of the ape-man to his sight is fear. Fear is the fuel of the world (self-conservative reaction). The Moon is the lost gods, far away.

The second is curiosity, the salt of the world (intellectual reaction). The monolith is the teaching (teaching that must be touched with the hand, never studied at a distance).

The third is veneration, the transcendent purpose (spiritual reaction). The Light is the acting force (ability that is acquired with great difficulty, but whose effects are immediate and blazing). When this chemical sequence is triggered, the alchemical-evolutionary process starts in man.

Therefore ... the moon, the monolith, the light. This is the powerful image with which Kubrick depicts the solemn moment in which the agent will "virgo" - which from the Latin we translate "virgin" (woman) - penetrates, or, if already present, transforms the beast into "Homo". Nevertheless, beware, the priestly word "virgo" holds especially as "vir-agens" - force that acts - or working man.

The phrase: "On the day of the execution, only women kneel and smile. At the center of it all Your eyes", should be re-read in the light of this new interpretation. On the day of the passage, the working man (the human kind) will bow (for the teaching) and smile and is at the center of everything ... right under your eyes!

The reactive image of reason that operates on matter (the light that concentrates on the edge of the monolith) recurs several times during the projection of Kubrick's work and is always present at the critical moment when the character makes the choice that determines the difference.

Part two. The Lunar base. Phase of the intellect.

The setting is the colonized moon. The bone thrown into the air by the ape-man is transformed into technology, jumping at foot - masterfully - 50,000 years of human evolution. The soundtrack music celebrates great magnificence of human kind. Nevertheless, the problem of the territory is the same of the ape-man. Instead of water, the new tribes compete for knowledge (technological power) and instead of threatening rumblings they are addressed with sharp sentences. Man is still a step away from self-destruction.

The monolith. Intellectual curiosity pushes man to follow the electronic signal emitted by the monolith that for 50 million years has been buried and inactive 12 meters below the surface of the Tycho lunar crater. It represents a puzzle that cannot be fathomed, cut, analyzed and whose dimensions are another puzzle: The squares of 1, 2 and 3. The man on duty, Dr. Floyd, like his distant ancestor, approaches fearfully, intrigued and fascinated. He is responsible for the future mission on Jupiter, recipient of the electronic signal emitted by the mysterious parallelepiped.


Part three. Through the door of the stars. Phase of the soul, or of the spirit.

The mission starts. The territorial problem is the same: the possession of the spaceship Discovery. Instead of water or knowledge, the soul is at stake, the invisible part claimed by the computer "Hal 9000". Hal is smarter, faster, more logical than men, without ethics or guilt. The commander (the archer) Bowman, fighting for his survival and irony of fate neutralizes Hal with a simple screwdriver. A dramatic killing, certainly not second to that carried out by the ape-man with his bone clenched in his fist. The man is still on the brink of extinction. The commander is alone and aware of his next end. He is inside his space suit (does anyone notice any similarities?). His action space narrows, like his air and his breath is at the end. The monolith is next to him but he follows it: by will? By despair? Resignation? Faith?

The reward this time is not a simple thought, but is the totality of thoughts. It is the fulfillment of the "Ars Magna"; it is knowledge at 360 degrees. As a geometric progression, knowledge flows in man and transforms him into the purest crystal.

New set. Hotel room. The examining conscience of man jumps from one self to another older self, more adapted to the circumstance. As in a déjà-vu, he senses the presence of someone who observes him and who integrates within it. Like so many pieces of a puzzle, the many "oneself" that have been previously merged (intellectual phase), up to and not beyond a certain critical point. Evolution, as we conceive it, can no longer proceed.

We are at the limit, and man is always on the verge of extinction. Commander Bowman inadvertently breaks a glass ... and beautiful is the parallelism with the first conscious thought of the ape-man, which seems to consider the potential contained in his weapon that still does not know how to use. And it is also the last teaching that comes to the old astronaut from the breaking of the glass, that is that the body is what must be left definitively for evolution to take place. And still "let's get exhausted" in seeing the man again on the brink of extinction (Kubrick would never have repeated a concept many times if it was not important), but the monolith is always present at the moment of transformation ... of the new birth.

A new and different being is born; the sublimation of simplicity and knowledge in a stellar child. As early as the end of the first chapter, the one set in the Paleolithic with the monkey men, Kubrick writes again "Now he was the master of the world but he didn't know at all what he would do next. But he would have come up with something."

So far the film.


Like Paul on the road to Damascus, David also fell off his horse, struck by the message woven into the plot of the film. On the other hand, when the critics timidly tried to ask Kubrick for an interpretation of his film's ending, he himself laughed. He answered "I have already done my part by making the film!", meaning that the rest of the work, that of re-location in the own soul of the pieces of the splendid puzzle represented by the film, if anything it belongs to everyone.

What happened to that silent child ... what did Amber learn from that sequence of images unfiltered by his brain certainly not yet mature enough to understand philosophy or other complex disciplines? Only one very great truth: "the sleeper must wake up!" [Cit. from Dune by F. Herbert.]



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