• Ambra Mattioli

La forma non è Apparenza, by Ambra Mattioli (IT/EN)

Aggiornato il: nov 1


Articolo pubblicato su davidbowieblackstar.it sito nato dall'idea e dall'impegno di alcuni fan di David Bowie che conosco e apprezzo per la loro iniziativa.


Cosa dire di me, come mi presento? Nasco in Roma, sotto la terza luna di marzo, nel segno dei pesci. Sono la ladra perfetta! Fin da piccola ho imparato a rubare con gli occhi la forma di ogni manufatto, le proporzioni funzionali ed eleganti delle cose, gli abbinamenti di colore che ispirano i poeti, la relazione segreta tra ombra e luce, l’equilibrio negli accostamenti di sapori o anche e soprattutto a riconoscere i sentieri che conducono alle creazioni fantasiose dell’intelletto. Sogno e sono in contatto con tutto ciò che mi serve per manifestarmi nella vita diurna. La musica prima ancora di sentirla la fisso in mente come una struttura che si evolve al pari di una immensa cattedrale, con guglie e pinnacoli e la ammiro e ricordo nel tempo in questo modo singolare. Gli odori sono la colonna sonora della mia vita; ricordi olfattivi che sono luoghi, nomi, persone sempre vividi in me. Sono affascinata dai movimenti involontari del corpo, che rivelano il lato volutamente nascosto delle creature. Dall’atteggiamento dei volti, scopro i loro desideri, le loro paure, poiché la forma non è apparenza. Ho sempre rifiutato di contaminarmi con discipline specialistiche, per non perdere l’interconnessione con tutte le altre non contemplate dalle stesse discipline. Parlo con le piante, gli animali mi raccontano, e discuto animatamente anche con le componenti elettroniche dei computer (che impallo regolarmente, per la gioia dei tecnici aggiustatori). Le mie mani sanno per istinto cosa usare per “fare”. Una strega! avrebbero gridato nei secoli passati; una sinestetica, nel nuovo millennio.


Conosco David Bowie nel 1976, prima come attore ("The man who fell to earth") che come cantante. Parto per Londra in pellegrinaggio. Lavo montagne di piatti in un ristorante mentre imparo la lingua. La sera suono la chitarra alla fermata della metro di Marble Arch. Queste 5 canzoni suonate in sequenza: "Quicksand", "Space Oddity", "5 Years", "Life on Mars?", "Memory of a free festival", mi hanno permesso di vivere dignitosamente per un anno. Torno in Italia, un paio di ingaggi come animatore in villaggi turistici e poi un lavoro in Banca che mi ha devastata. Siamo nel 1984. La banca mi accorda un part time e questo mi permette di lavorare con la RCA Italiana a un progetto inedito con un gruppo di musicisti che oggi sono nomi famosi nel panorama musicale italiano. Il progetto però non parte. I tributi ancora non esistevano, ma con un caro amico, ancora sempre presente nella mia vita, ricomincio a suonare le canzoni di David Bowie e intanto riprendo a dipingere e a mostrare le mie opere in Europa e in America. E stavolta funziona! Un discreto successo, vendo quasi tutte le opere, ed altre me ne vengono commissionate. Ma sono un demonio e invece di tranquillizzarmi… cambio! (sarà l’effetto Changes?). Mi sposo. Faccio due gemelli (tanto per non esagerare), intanto suono piano bar… non so neanche perché… e poi metto su una specie di tributo in cui Bowie occupa la parte più rilevante.

La difficoltà nell’interpretare David Bowie è nell’utopia vocale. Il suo range è meravigliosamente ampio, con diversi registri per le composizioni glam e poi quelle melodiche, soul, e poi rock e rock progressive e dark affrontati e sperimentati in cinquant’anni di carriera. Con Bowie non ci si potrà mai annoiare. Non mi annoiavo. Ho continuato. Ho prestato la voce in diversi gruppi; con alcuni c’era giusto il tempo di presentarsi prima di una performance e subito sul palco! Una figata! Al momento ho più progetti in attivo. La band Aladdin Insane, un manipolo di matti (ancora più insani di me), tutti cari amici e bravissimi musicisti a cui ho donato un pezzo del mio cuore. Le versioni acustiche, arrangiate per pianoforte e voce (performance molto intime ed emozionati realizzate in collaborazione con diversi pianisti d’eccezione). Da circa 2 anni propongo il musical Jesus Christ Superstar, l’opera rock di Webber e Rice, nella quale interpreto tutti e nove i ruoli dei principali personaggi (una pazzia assoluta), con la benedizione del caro Ted Neeley (Jesus nel musical), che dopo aver visto il cd che gli ho dato quando l’ho conosciuto la prima volta dopo il suo primo spettacolo al Sistina di Roma, mi dice abbracciandomi: “You are amazing, absolutely amazing… you’re completely crazy!”.

E poi c’è il mio sogno nel cassetto, quello che non avrei mai sperato di realizzare… “1.Outside”! Ho amato da subito e immensamente questo capolavoro oscuro di Bowie, che ha compiuto 20 anni l’anno scorso, e finalmente dopo lungo cercare, trovati i musicisti per questo ambizioso progetto, ho realizzato l’intero lavoro, comprese le parti parlate, interamente dal vivo, e senza basi registrate, in tonalità originale. Sono interprete e produttore esecutivo del progetto 1.OUtside AGain 1995-2015, che ha debuttato a Roma l’anno scorso e che sogno di portare in tour in Italia e chissà forse anche all’estero. Il 10 gennaio di quest’anno, come tanti altri che lo amano, ho sofferto immensamente. Le parole non possono descrivere il distacco e l’angoscia di questo che mi è sembrato un ingiusto e prematuro abbandono. Purtroppo, mi ero accorta del suo male, a dispetto di tante foto rassicuranti e sorridenti che circolavano a fine anno scorso e prima… Con l’uscita di Blackstar ne ebbi la tremenda conferma. Scrissi anche un articolo, parlando con un’amica fan, che concordava con le mie sensazioni infauste. L’annuncio della sua morte mi ha devastata con tutta la forza di un lutto strettamente personale. Tutt’ora ho serie difficoltà in alcuni brani particolarmente legati alla mia gioventù, e con Lazarus soprattutto.

“Da grande” non voglio fare altro che quello che sto facendo, anche se qualche grillo già mi gira in testa… Penso a progetti musicali inediti chiusi a chiave nel cassetto da troppo tempo, per i quali spero riuscire a trovare un sound riconoscibile. Intanto continuo a scrivere i miei romanzi e ho da poco pubblicato anche una raccolta di racconti brevi che sono su tutte le maggiori piattaforme online. E colgo questa splendida occasione per ringraziare il pubblico sempre così caloroso nei miei riguardi e che ha compreso benissimo che tutto ciò che ho sempre fatto e tutt’ora faccio interpretando David Bowie, è animato unicamente dal desiderio di continuare a rendere viva l’opera immensa e prestigiosa di un artista eccezionale, stratosferico, quale lui era … e sempre sarà.”


Grazie per la stima. Ambra


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Shape is not Appareance. Ambra Mattioli.


This is an article of mine published on davidbowieblackstar.it, a site born from the idea and commitment of some David Bowie fans whom I know and appreciate for their initiative.


What can I say about myself? How can I introduce myself?

I was born in Rome, under the constellation of Pisces and the third Moon of March.

I am the perfect thief!


Since my early childhood, my eyes were able to steal the form of things, to absorb the elegance of shapes, the combination of colors that inspire poets, the secret connection between light and shadow, the balance of mixed flavors, but most of all they could discern the paths leading to the imaginative creations of the mind. I dream and I am in touch with all I need to express myself in my everyday life. As for music, I visualize it, even before I actually listen to it, as a cathedral-like structure, with spires and pinnacles and that is the peculiar way it remains fixed in my memory, the way I enjoy it. Smells are the soundtrack of my life; scented memories of places, names, and people always vivid in me. I am fascinated by the body language, those little involuntary movements that reveal the well-protected, hidden side of creatures. They tell me about wishes, hopes, fears, for shape is not appearance.


I have always refused to focus on single disciplines for fear of losing the larger perspective. I talk with plants, animals tell me their stories, and …electronic devices seem to refuse to work properly in my presence (much to repairmen satisfaction). My hands instinctively know what to do to “make”.

A witch! I would have been labelled in times past.

A synaesthetic one! now, in the new millennium.


I know David Bowie in 1976, first as an actor ("The man who fell to earth") than as a singer. I leave for London on a pilgrimage. During the day, I wash mountains of dishes in a restaurant while I learn the language and in the evening, I play the guitar at the Marble Arch subway stop. These 5 songs played in sequence: "Quicksand", "Space Oddity", "5 Years", "Life on Mars?", "Memory of a free festival", allowed me to live with dignity for a year. I'm back in Italy; a couple of engagements as an animator in tourist villages, then a job in a Bank that devastated me.


We are in 1984. The Bank grants me a part-time working schedule and this allows me to work with the Italian RCA to a new project with a group of musicians that today are famous names in the Italian music scene. However, the project does not start. The tributes did not exist yet, but with a dear friend, still present in my life, I started to play the songs of David Bowie and meanwhile I resume painting and showing my works in Europe and in America and this time, it works! I get some success; I sell almost all the works, and others are commissioned.


However, I am a demon and instead of calming myself ... I change! (Will it be the “Changes” effect?). I am getting married. I make two male twins (so as not to overdo it) meanwhile I play piano bar - I do not even know why - and then I put on a kind of tribute in which Bowie occupies the most relevant part.


The difficulty in interpreting David Bowie is in the vocal utopia. His range is wonderfully wide, with different registers for glam and then melodic compositions, soul, rock and progressive rock and dark rock faced and experimented in fifty years of career. With Bowie, you can never get bored. I wasn't bored. I continued. I sang as lead vocalist in several bands; in some cases, there was just enough time to introduce up before a performance and immediately go on stage! Pretty cool! I currently have more projects that are active, first the band Aladdin Insane, a bunch of crazy (even more insane than me), all dear friends and talented musicians to whom I donated a piece of my heart. The acoustic versions, arranged for piano and voice (very intimate and emotional performances created in collaboration with several exceptional pianists). From about 2 years, I propose the musical Jesus Christ Superstar, the rock opera by Webber and Rice. I play all the nine roles of the main characters (an absolute madness), with the blessing of dear Ted Neeley (Jesus in the original musical), who after seeing the CD I gave him when I met him after his first show at the Sistina Theatre in Rome, says hugging me : "You are amazing, absolutely amazing... you're completely crazy!".


Then there is my dream, what I never hoped to achieve ... “1.Outside”!

I immediately and immensely loved this obscure David Bowie masterpiece, who turned 20 last year, and finally after a long search, found the musicians for this ambitious project, I did the whole job, including the spoken parts, live, without recorded music and in original keys. I am the interpreter, the lead vocalist and producer of the project "1.OUtside AGain 1995-2015", which debuted in Rome last year and which I dream to bring on tour in Italy, and who knows, maybe even abroad.


On January 10 of this year, like so many others who love David Bowie, I suffered immensely. Words cannot describe the detachment and anguish of this, which seemed to me an unjust and premature abandonment. Unfortunately, I had noticed his illness before, in spite of so many reassuring and smiling photos that circulated at the end of last year ... With the release of his album Blackstar I had the terrible confirmation. I also wrote an article, talking to a journalist friend of mine, who agreed with my bad feelings. The announcement of his death devastated me with all the strength of a strictly personal mourning. I still have serious difficulties in hearing some tracks particularly related to my youth and especially with Lazarus.


"When I grow up" I do not want to do anything other than what I'm doing, even if some cricket is already spinning in my head ... I think of new musical projects that have been locked in the drawer for too long, for which I hope to find a recognizable sound. Meanwhile, I continue to write my novels and have recently published a collection of short stories that are on all the major online platforms.

I take this wonderful opportunity to thank the public, which is always so warm in my regard. Spectators understand very well that everything I have always done and still do interpreting David Bowie is animated solely by the desire to keep alive the immense work of the exceptional artist that he was ... and always will be.


Thanks for your estimate.


Ambra


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  Ambra Mattioli Art Performer, Musician, Writer, Painter, Cabinetmaker Designer

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