• Ambra Mattioli

Ambra Mattioli "LA TERRA DEGLI ALTRI"

Aggiornamento: apr 14

Con la pubblicazione di questo romanzo ho chiuso un vecchio cerchio.



Iniziai a realizzare la prima stesura sul finire dell’estate 1983. Avevo ventitré anni e ricordo con quale intensità rimasi colpita, o meglio elettrizzata, dalla lettura di una saga di un celebre autore di fantascienza (che per motivi di copyright non nomino). Spinta unicamente dall’entusiasmo, decisi di realizzare un mio romanzo altrettanto fantasioso che conservasse, per quanto possibile, la fluidità letteraria dell’opera che mi aveva affascinato. Tutto questo avvenne perché nonostante fossi entusiasta di essa, ero rimasta delusa dalla sua conclusione alquanto sbrigativa e frettolosa. Avevo già scritto qualche racconto breve ma mai avrei pensato di cimentarmi in un lavoro di oltre quattrocentocinquanta cartelle e, considerate la valanga di idee e le loro continue variazioni, mi accorgevo che la mole di lavoro ingigantiva, senza controllo. Compresi fin da subito che mi stavo imbarcando in un’impresa ardua, quasi impossibile, che avrei forse potuto affrontare solo con più tempo a disposizione e maggiori capacità ed esperienza. Invece, beata incoscienza! Sembra che le difficoltà aguzzino l’ingegno e immagino fu proprio questo l’ingrediente che accese in me l’innesco della sfida. Completai il romanzo. Era pronto per essere pubblicato, ma le vicende della vita lo hanno lasciato in un cassetto.

Sul finire del 2019 ho riletto il manoscritto e trovato che lo stile ancora richiami atmosfere cariche di surreali sfumature: “il particolare che diventa protagonista”. Ho considerato gli aspetti che oggi si potrebbero dire “ingenui” rispetto ai nostri tempi, ma ho apprezzato la freschezza e scorrevolezza della storia, e ho deciso di proporla integralmente, senza tagli stilistici, così come la scrissi allora.

È una storia avventurosa con i cinque personaggi principali che vivono le loro esperienze secondo i loro diversi punti di vista. L’intenzione del romanzo è mia, come i contenuti, completamente svincolati dalla lettura che mi aveva dato l’impulso iniziale. In queste pagine c’è raffigurato l’eroe, con i suoi splendidi valori prossimi all’utopia e l’antieroe, con tutte le ossessioni e le sue patetiche debolezze. Un sorprendente insieme di azione, sentimento e passione; un ritorno alla parte romantica di noi stessi che vive da qualche parte, fuori dal tempo. Il ritorno è quindi quello alle comuni origini; alla realtà prima dell’uso di internet dove solo carta e penna potevano dare forma ai nostri sogni. Un vero e proprio ritorno al pianeta Terra, che “nostro” non è… e forse non è mai stato.

Ambra Mattioli


Questa la sinossi in quarta di copertina:

Alec Byrne è l’unico sopravvissuto allo schianto del suo vascello sul turbolento Considjar, dominato da quattro razze aliene in lotta tra loro per il predominio del pianeta. Dopo anni di peripezie e di scampati pericoli, Alec e quattro compagni, intraprendono un viaggio fortunoso a bordo di un vascello rubato, verso l’agognato Pianeta Terra.

Per Alec Byrne è certamente il ritorno a casa ma per gli altri, nativi di Considjar, dove l’umanità è confinata all’ultimo posto della gerarchia sociale, il viaggio – un salto nel buio – rappresenta la possibilità di riscatto da una vita di miserie, violenza e soprusi: l’ultima chance per un’esistenza finalmente da uomini liberi.


La foto della copertina è della cara amica Natalia Aestene Castaldini. Mi piacque appena la vidi, e non ebbi alcun dubbio: è lei, mi dissi senza esitazione.


Il libro, come i miei altri già pubblicati, è presente in formato digitale sulle maggiori piattaforme online e il cartaceo può essere ordinato. Su Amazon oltre l'ebook, anche direttamente il cartaceo: https://amzn.to/3h41Ix9


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